“Siberiano vive”: l’omaggio degli ultras nell’anniversario della scomparsa PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Aprile 2013 15:08

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel maledetto 12 aprile del 2010 quando l’ancora giovane vita di Carmine Rinaldi, storico capo ultras della tifoseria granata, fu prematuramente spezzata.

 

Non il ricordo degli amici, dei fratelli di Curva che ancora oggi ne tributano le gesta. Quasi a voler mitigare un dolore che è sempre vivo, e continuerà ad esserlo anche in futuro nonostante l’incedere del tempo. Perché la figura del Siberiano rappresenta un’epoca cui tutti i sostenitori della Salernitana sono tremendamente legati e che, parliamoci chiaro, vorrebbero si rinverdisse e non solo per i risultati sportivi conseguiti dalla squadra, ma anche e soprattutto per il significato che quella maglia rivestiva. Amicizia, fratellanza, condivisione: valori che i ritmi del calcio moderno stanno lentamente sgretolando ma che trovano nuova linfa nella memoria di chi ha lasciato un segno indelebile. Indelebile anche l’effige che gli ultras granata hanno voluto “rinnovare” nello storico muretto adiacente la Sud dello storico ‘Vestuti’, lì dove campeggia il murales dedicato al Siberiano che ieri è stato nuovamente dipinto con una preziosa aggiunta: l’immagine di ‘Braccio di Ferro’, uno dei simboli del gruppo Granata South Force che proprio sotto l’egida del Siberiano scrisse significative pagine del panorama ultras italiano. La storia, quella no, fortunatamente non muore. Dovere di tutti tramandarla ai posteri.

[Fonte: SoloSalerno]