BOYS PARMA 1977

Curva Nord

Sono il Tardini. Vi disturbo?

07 - 07 - 2009

Molto spesso, parlando di stadio Tardini, si evidenziano i disagi che devono vivere le persone che vi abitano intorno. Sicuramente dei disagi ve ne sono, e bisognerebbe operare per ridurli al minimo senza crearne appositamente di ulteriori. A meno che l'obbiettivo non sia proprio il contrario: creare situazioni di fastidio, enfatizzarle, attribuirle al Tardini e quindi strumentalizzarle, per sostenere la costruzione di un nuovo stadio fuori città. Un ipotesi che viene sempre presentata come la soluzione di ogni disagio per i residenti. Non si precisa mai, però, a cosa esattamente si destinerebbe l'intera area qualora, questa, non ospitasse più il Tardini. Una premessa fondamentale per valutare se il disagio per i residenti sarebbe destinato a diminuire o, viceversa, ad aumentare.
Il nostro stadio ospita, in media, circa 25 partite del Parma a stagione. A prescindere dal fatto che l'evento partita non interessa l'area per l'intera giornata, ma solo per le ore a ridosso della partita, per 340 giorni (che sono il 93% del totale) il Tardini non crea alcun tipo di disturbo ai residenti. Viceversa, gli regala pace e tranquillità, permettendogli d'abitare in una zona non troppo popolata, e quindi anche meno trafficata dai mezzi a motore. Sicuramente viale Partigiani e via Torelli hanno un traffico importante, ma l'area Tardini non vi contribuisce in alcun modo, facendone così diminuire l'intensità. La presenza dello stadio perciò, tra le altre cose, aiuta a rendere il quartiere più vivibile, e più a misura d'uomo.
Cosa crea più disagio (al quartiere e alla città): lo stadio Tardini, o la cementificazione dell'area? Perché è quest'ultima l'ipotesi più plausibile, qualora si volesse abbandonare lo stadio. Uffici, palazzi e centri commerciali al posto di verde, tifo e sport. L'area è molto estesa, tanto che potrebbero edificare una specie di nuovo quartiere tra le case del Cittadella. E' questo il futuro che qualcuno sogna? Valutino bene i residenti e tutta la comunità.
Trasferire lo stadio è nella logica perversa di chi vuol continuare a consumare territorio con il cemento. Una politica che svuota i centri storici, i quartieri, e crea immense periferie urbane senz'anima e senza identità. Ed è lì (per stimolare nuovi insediamenti e nuova urbanizzazione) che vorrebbero far finire il più grande luogo d'aggregazione della nostra comunità, dove si radunano migliaia di parmigiani che condividono la stessa passione per un simbolo di Parma, cantando, gioendo e soffrendo tutti insieme.
La città che perde la sua gente, i suoi simboli, e i suoi luoghi d'aggregazione, non ha futuro. L'attende solo l'agonia, grigia come il cemento che la sta trasfigurando. E così vediamo Parma che si spande rarefacendosi, con il suo nucleo sempre più vuoto ed artificiale.
Lo stadio disturba? Ogni luogo di aggregazione può creare qualche disagio a chi vi abita intorno, ma ogni posto che favorisce lo stare insieme arricchisce l'intera comunità. Molto semplicemente bisognerebbe operare con buonsenso, per cercare di ridurre al minimo i disagi.
Lo stadio Tardini è al suo posto dal 1923. Primo ad arrivare, quasi sempre silenzioso.
Chi disturba veramente la città non sono i suoi simboli, e i luoghi dove i parmigiani si ritrovano per stare insieme. I veri disagi li crea chi antepone i propri interessi economici a quelli della comunità. Chi appoggia i potenti per convenienza personale. Chi tormenta i quartieri con iniziative assurde per generare sentimenti da strumentalizzare. Chi trasforma la città con opere inutili ed aliene. Chi continua a gettare cemento sulle nostre campagne. Chi spinge Parma fuori città.
Chi è di Parma deve rimanere in città, con noi e tra di noi. Anche l'Ennio Tardini.

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