BOYS PARMA 1977

Curva Nord

Milan
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PARMA
1
-
1

22 - 09 - 2007

Serie A

BOYS PARMA a Milano per Milan-Parma. Striscione 'Tino con noi - BOYS' Trasferta in notturna a San Siro per il nostro Parma, impegnato nell'anticipo della quarta giornata contro il Milan.
L'avvicinamento alla gara non è stato dei migliori. Nonostante i nostri appelli abbiamo fatto solo 70 biglietti, e tra mille disagi. La banca addetta alla vendita dei tagliandi si è dimostrata del tutto impreparata a far fronte alle nostre richieste. Non c'erano tagliandi a sufficienza, una filiale ne aveva soltanto 9. Abbiamo dovuto sollecitare il Parma Calcio in merito (è triste, ma loro non ci pensano a queste cose, probabilmente perché non ci guadagnano). A tutto questo va poi aggiunta l'eccessiva burocrazia dei bancari, quasi dovessimo stipulare un mutuo ventennale e non, semplicemente, acquistare un biglietto dello stadio. Oltre alla fotocopia di un documento, hanno preteso anche quella del codice fiscale (ma a che cazzo serve per entrare allo stadio!). Morale? Abbiamo perso 4 ore in banca.
Leggi, norme e burocrazia. Tutto questo serve a scoraggiare le trasferte, per dirottare i tifosi verso la pay-tv, affinché i presidenti possano chiedere più soldi dalla vendita dei diritti televisivi. E quando non basta: si impedisce materialmente ai tifosi di partire (ultimo esempio: Genoa-Milan).
BOYS PARMA a Milano per Milan-Parma. Il nostro tifo Il sabato pomeriggio ci troviamo in Sede. I due pullman non sono pieni (alcuni ragazzi vanno in auto) ma l'atteggiamento è quello giusto; c'è tanta voglia di stare insieme e di sostenere i nostri colori. A Fiorenzuola facciamo una brevissima sosta, per far salire i ragazzi di Busseto.
Arrivati a Milano, dopo aver fermato i pullman in un parcheggio dove non eravamo mai stati, contiamo le forze gialloblu. Ci sono 4 pullman e una trentina di auto (circa 300 persone, numero ridicolo).
Il Milan, da un paio di anni, ha deciso di spedire i tifosi avversari al terzo anello. Ufficialmente "per motivi di sicurezza", in realtà: per disincentivare l'arrivo di tifosi ospiti e perché i biglietti del primo anello (ex settore ospiti del Milan) hanno un costo più elevato (e la società rossonera ha cercato, ma con poco successo, di venderli in abbonamento). Noi riteniamo che i diritti di tutti i tifosi (indipendentemente dalla fede calcistica) vadano rispettati. Chi parla di penalizzare i tifosi ospiti, dimentica (o non sa, o fa finta di non sapere), che tutte le tifoserie (una partita su due) sono ospiti a casa di altri. Nello specifico, sarebbe buona cosa che tutte le società (e innanzitutto la nostra) protestassero per il settore che il Milan riserva agli ospiti.
La lunga marcia per salire al terzo anello ha come sottofondo i nostri canti. Rimbomba la "Zanzara" e "La banda dei crociati", mentre giriamo continuamente in tondo all'interno dell'alta torre a sezione circolare. Arrivati in cima, appendiamo lo stendardo "Tino con noi", ci accioppiamo, e mentre i tricolori gialloblubianchi sventolano nell'oscurità, testimoniamo la nostra fede a Milano. Sotto di noi c'è il Meazza illuminato, ma noi siamo nel buio del terzo anello. Una specie di settore extraurbano, periferia di uno stadio lontano.
La Curva rossonera ha sospeso lo sciopero e canta (senza striscioni e bandiere). Quando una grande piazza sceglie la via della protesta contro le norme dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e contro il decreto Melandri-Amato, giornali e tv mettono immediatamente in risalto la questione "biglietti gratis", per evitare di parlare delle vere ragioni che motivano l'iniziativa e per impedire agli ultras di ottenere consenso in merito. Appena inizia la protesta tanti personaggi (del giornalismo, del calcio e della politica) chiedono agli ultras di sospenderla, di tornare immediatamente a tifare, che c'è assolutamente bisogno di loro e del loro tifo, che se la squadra perde è colpa loro. La cosa che fa più effetto è che questi personaggi sono gli stessi che mettono in croce gli ultras tutto l'anno, attribuendogli tutte le colpe possibili e immaginabili. Poi però, appena gli ultras scelgono il silenzio, c'è bisogno di loro e del tifo (purché non disturbi). Per favore. Questa è la prova che l'unica, vera, arma che avrebbero gli ultras per far sentire la loro voce, ma anche i semplici tifosi per avere qualche diritto, è il silenzio, o più drasticamente l'assenza. Ma poi c'è la questione cuore, il cuore da tifoso, quel cuore che ci impedisce di abbandonare i nostri colori, e come successo a noi la scorsa stagione, al cuore non si comanda, e si torna a cantare. Ma la protesta deve andare avanti, e le grandi piazze devono far sentire il loro peso! Noi facciamo quello che possiamo, con coerenza e lealtà, con impegno, senza mai rinnegare nulla (anche quando piove merda).
BOYS PARMA a Milano per Milan-Parma. Tricolori giallo-blu-bianchi Il tifo è buono, chi è presente stasera è chi vuole bene al Parma, a cui non c' è da menarla più di tanto per alzare le mani, così i cori che escono sono costanti e rabbiosi, pochissime le pause. Certo oggi il Parma in campo aiuta, la squadra ci regala una bella prestazione, subisce il gol ma non si scoraggia, reagisce ed attacca fino al gol di Pisanu che ci fa scoppiare di gioia! Gli ultimi minuti sono di adrenalina pura, il Parma rischia il colpaccio, le bandiere sono tutte al cielo e i cori seguiti da tutti. alla fine termina 1-1, ma finalmente possiamo dirci soddisfatti per la prestazione dei ragazzi in campo e della nostra sugli spalti.
Finita la partita trascorriamo la solita mezz'ora dentro il settore, grossa emozione quando riecheggia in curva "La canzone dei crusaders", cantata per intero, tra volti fieri e convinti. Sono anche questi i momenti più belli in cui ti accorgi che il nostro ideale ultras è più forte di qualsiasi legge, e nessun decreto lo potrà mai cancellare.
NO AL CALCIO MODERNO!

BOYS PARMA 1977

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