Rispetto per Dede Stampa
Vita di Curva - 2018 / 2019
Martedì 12 Febbraio 2019 10:14

Finalmente riposa in pace. Distante da chi giudica da chi parla da chi sentenzia. Dopo circa un mese dal 26 Dicembre, a Morazzone, si è svolto il funerale dove Dede ha avuto il giusto saluto dalla sua gente: i compaesani di Morazzone, il paese in cui viveva con la moglie e i due figli, in provincia di Varese, e gli Ultras del Varese i Blood Honour di cui Dede era il leader.

Con Boys San, Viking, Irriducibili, tutta la Nord di Milano al loro fianco. Al loro dolore si sono uniti, in silenzio e con rispetto, Ultras da tutta Italia, nemici, amici, che non hanno voluto mancare. Che hanno voluto portare il giusto rispetto e il proprio cordoglio alle curve colpite da questa tragedia. Come era già successo molte volte in passato per molti ultras scomparsi. Da Furlan, Gabriele... a Marco Reboli. Come era successo per il Bagna... più di dieci anni fa. Vicenda molto simile quella di Matteo, i fatti e le dinamiche che hanno visto coinvolto Dede, ci hanno riportato immediatamente all'autogrill di Asti. Abbiamo rivisto le stesse scene di sciacallaggio dei giornalisti, dove la loro ricerca di scoop risulta solo una continua ed inopportuna tortura per la famiglia e gli amici. Capiamo la rabbia, il dolore, l'impotenza della famiglia e delle Curve. Dede esce dalla chiesa nella bara ricoperta da sciarpe, salutato da un lungo e forte applauso che spezza il silenzio che aveva caratterizzato la giornata fino a quel momento. Al cimitero si consumano gli ultimi cori, gli striscioni e le torce, gli Ultras salutano Dede a loro modo. Poi ognuno torna a casa, nella propia città, dal proprio Gruppo. Resta e resterà il ricordo di Dede, per sempre. Come resta in galera chi sta pagando per questa vicenda, capi si... ma espiatori da dare in pasto all'opinione pubblica, ragazzi a cui va la nostra solidarietà. Resta invece l'amarezza per l'ennesima tragedia che ha sconvolto il nostro movimento e le nostre vite, per avere vissuto ancora una volta le stesse scene, gli stessi stati d'animo, vissuti nel 1995 a Genova, quando perse la vita Claudio Spagna. Amarezza per non essere riusciti, dopo il raduno di Genova, nei 29 anni successivi, a dare un seguito a quella giornata, dove tutti gli Ultras si guardarono in faccia per dire BASTA, per evitare che questo tipo di tragedie non si ripetessero più. Ancora una volta sempre piu' forte...

 

VIVERE ULTRAS PER VIVERE!!!!