Modello italiano e modello europeo, solo quando vogliono loro.. Stampa
Venerdì 16 Novembre 2012 14:14

Riportiamo qui di seguito da dodicesimouomo.net e tifosobilanciato.it due interessanti articoli che ci spiegano e ci permettono di capire come il nostro campionato si stia svalutando rispetto agli altri campionati europei..

Il primo è riferito al modello europeo, dove la differenza tra grandi club e piccoli club è ridotta. In Italia questo concetto non esiste, spaccando di fatto le società in due tronconi, quello delle strisciate ( Milan, Inter e Juve) e quello di tutto il resto. Le prime dettano le regole, gli altri si adattano; all'estero invece dividendo equamente il profitto, le chance aumentano per tutte tranne che per le Big e a guadagnarcene è lo spettacolo. Da qui il concetto che tutto viene riportato sulla retta via, per il bene del calcio, anche se poi il problema viene spostato quando si guarda alle differenze tra le prime serie (Premier, Bundesliga ecc) con le serie B dei vari paesi, a volte retrocedere significa fallire, questo perchè i soldi a loro volta sono mal distribuiti tra le varie serie professionistiche.

Il secondo invece è riferito al salary cup che dovrebbe essere adottato in Inghilterra, un tetto d'ingaggio che rallenterebbe sempre il potere di certe squadre equilibrando e rendendo il campionato più interessante e permettendo ai giocatori, a parità salariale di contratto, di rimanere nelle squadre “minori” facendo il giocatore bandiera.


BERETTA: DIRITTI TV DEMOCRATICI…

Premessa a parte che la Lega di A si riunisce praticamente solo per dividersi i soldi, in Germania, il divario tra la prima e l'ultima in è di circa 20 mln di euro, in Inghilterra siamo  intorno ai 20 mln di sterline. In Italia... beh leggete... Fonte goal.com Verrà ratificato la settimana prossima, ma i dettagli, e le varie cifre, cominciano a venir fuori. La ripartizione dei diritti Tv per il triennio 2012-2015 è stata approvata ieri da Maurizio Beretta e il resto della Lega A. Una caterva di milioni.

'Il Sole 24 ore' evidenzia come nel 2012-2013 l'importo totale da ripartire sarà di 966mln di euro. Cifra che viene suddivisa con 40% di base uguale per tutti; 30% in base del bacino d'utenza (a sua volta diviso in 25% sulla base dei sostenitori e 5% sulla base della popolazione residente nel Comune in cui gioca la squadra).

30% sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra (5% sulla base dei risultati della stagione, 15% sulla base dei risultati del quinquennio precedente, 10% sulla base dei risultati storici dal 1946/47).

In questi termini la Juventus avrà a disposizione 100 milioni di euro, circa dieci in meno per le milanesi con Napoli e Roma a 65 di euro. Circa 50 per la Lazio, poi la Fiorentina a 45, Udinese e Palermo a 40.

Sampdoria a 37, mentre Genoa, Bologna, Cagliari, Atalanta e Catania ne avrebbero a disposizione 35. Le ultime sarebbero, in ordine decrescente, 34 Torino, 32 Parma, Chievo 29. Chiudono la graduatoria il Siena con 27 ed il Pescara con 24 milioni di euro.

[FONTE: Dodicesimo Uomo]


LA PREMIER LEAGUE INTRODURRA’ UN SALARY CUP..

I proprietari dei club di Premier League sono vicini alla conclusione di un accordo per introdurre una sorta di  accordo sul fair-play finanziario forse già in occasione della prossima riunione del Presidenti dei club di Premier League, prevista per il  prossimo 15 novembre.

Portato a casa il rinnovo dell’accordo sui diritti televisivi, con un incremento di circa il 40% rispetto all’edizione precedente, si vuole evitare che tali proventi finiscano per essere trasformati quasi interamente in salari ed costi di acquisizione dei giocatori. Una crescita inesorabile, che negli ultimi venti anni ha portato il salario medio di un giocatore della Premier League da 1.755 sterline a 35.000 sterline per settimana.

Si pensa ad una forma particolare di salary cap, che imponga un limite del 5% annuo all’incremento del monte ingaggi complessivo, che per la stagione 2010/2011 è stato di quasi 1,5 miliardi di sterline, con un rapporto salari/fatturato pari al 69%.

Questo meccanismo potrebbe essere di più facile negoziazione con l’Associazione Calciatori rispetto al tradizionale tetto salariale.

[FONTE: Tifoso Bilanciato]