Boys Parma 1977
Torneo Curva Nord 2010, comunicazione PDF Stampa E-mail
La nostra Voce - 2010 / 2011
Mercoledì 02 Giugno 2010 21:23

TORNEO - COMUNICAZIONE

L'intera giornata di venerdì 11/06 verrà spostata a martedì 15/06 le partite spostate sono:

ore 20:20 MAI DOMI - VIRTUS
Girone D
ore 21:10 PARMA F.C. - SCOMODI
Girone E
ore 22:00 SMOSTRE´ - NON C´E´ PARAGONE
Girone E

 
Tessera del tifoso sorvegliato, di Maurizio Martucci PDF Stampa E-mail
No alla Tessera del Tifoso - Altre voci - No alla Tessera del Tifoso
Mercoledì 02 Giugno 2010 02:00

TESSERA DEL TIFOSO... SORVEGLIATO!

I micro-chip nelle nuove card minano la privacy dei tifosi. Che dice il Garante?

di Maurizio Martucci

Non è il copione de L'Isola dei Famosi. E nemmeno la sceneggiatura della prossima edizione del Grande Fratello. Ma una clausola tra le caratteristiche minime nel 'Modulo di adesione al programma Tessera del Tifoso', così deliberato dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive: “La Tessera del Tifoso che utilizza un microchip con tecnologia RFID è l’unico documento attestante il diritto di partecipazione al Programma”. Aiuto, cos'è quella strana sigla RFID? Sta per Radio Frequency Identification, più semplicemente 'identificazione a radio frequenza'. E' la tecnologia del micro-chip contenuta nella rivoluzionaria carta voluta dal Ministro Maroni per entrare negli stadi di calcio (settore ospiti). Si tratta di un sistema mnemonico senza fili usato per identificare e registrare il profilo e la posizione di oggetti, animali e persone. E dal campionato 2010-2011 pure tutti i tifosi con fidelity card. Avete presente quei dispositivi di allarme satellitari montati sulle macchine? Si, proprio quelli che, in caso di furto, permettono di tracciare la posizione geografica dell'auto interrogando un call center? Ecco, la tecnologia RFID è questa roba qua. E il micro-chip in questione funziona esattamente così. Ma (starete dicendo) che c'entra col football? Niente, forse c'entra con la repressione della violenza degli ultrà. Ma non solo. Poniamo, ad esempio, che un tifoso  giallorosso sottoscriva il modulo di adesione e riceva la nuova A.S. Roma Club Privilege (per la Sensi obbligatoria anche per abbonarsi all'Olimpico). Bene, questo tifoso, ignaro delle potenzialità dell'RFID, ragiona con orgoglio oltranzista anche se non va in Curva Sud e si porta con sé nel portafogli la sua bella Tessera del Tifoso, ostentandola ai cugini laziali, fiero dell'indomita fede romanista. Ma se la porta con se pure a Milano, dove guarda caso almeno una volta a settimana si concede una scappatella fulminea dall'amante segreta, garconniere tattica in Piazza Duomo. E poniamo pure il caso che quella poveretta di sua moglie, all'oscuro degli spostamenti dell'infedele, rivolgendosi ad un avvocato riesca ad ottenere il divorzio, stanando i viaggetti del marito fedifrago. Come? Accedendo al data base registrato dall'A.S. Roma Club Privilege, integrata dell'identificazione a radio frequenza, ovvero la famigerata sigla RFID!

 

PROBLEMA PRIVACY

Così com'è, la Tessera del Tifoso sorveglia, traccia e registra gli spostamenti dei suoi possessori. L'Auto-ID Center era un consorzio internazionale nato nel 1999 intorno alla tecnologia RFID, con l'obiettivo di fare intelligence-marketing, marchiando con il micro-chip gli oggetti per monitorarne sul web il ciclo di vita e gli spostamenti nel mondo. Tutto questo sarebbe stato possibile se il consorzio non avesse trovato l'ostilità delle associazioni dei consumatori che, vincendo una battaglia legale negli Stati Uniti d'America, nel 2003 portarono allo scioglimento dell'Auto-ID Center, condannato per violazione della privacy e della riservatezza personale. Al suo posto è però nato l'Auto-ID Labs, network indipendente di sette laboratori con ricercatori sparsi nei quattro continenti, dedito alla ricerca accademica e allo studio di nuove misure di sviluppo per l'ampliamento di business emergenti e per il commercio globale di merci con supporto tecnologico RFID. Domanda: in un paese dichiaratamente garantista come l'Italia, supportato da norme comunitarie sulla privacy e dall'attività del Garante per la Protezione dei dati personali e che proprio in questi giorni discute animatamente in Parlamento il disegno di legge sulle intercettazioni (cercando di quadrare il cerchio tra privacy, diritto all'informazione e tutela dell'attività giudiziaria), come è possibile che si possa allegramente sorvolare sulla riservatezza degli intestatari della Tessera del Tifoso? Colpa del teppismo degli ultrà? La torinese IRETH Security Sistems & Aerospace, titolare del Progetto IPAS in collaborazione con una società del Gruppo IBM, ha chiarito che la soluzione IPAS della Tessera del Tifoso “evolve l’idea di utilizzare le più moderne tecnologie per il controllo degli accessi, nell’anonimato e nel pieno rispetto della legge sulla privacy”. Telecom Italia, firmataria con la Lega Pro di un contratto in esclusiva per la fornitura del supporto tecnologico a tutte le 90 società affiliate, bonariamente afferma che“la nuova tessera nominale, basata su tecnologia RFID consentirà la gestione degli accessi agli stadi per una maggiore sicurezza a tutela dei tifosi e darà ai titolari la possibilità di seguire sempre la propria squadra del cuore, anche in presenza di limitazioni negli stadi da parte delle autorità competenti. L’intero processo è reso possibile grazie ad una piattaforma di rete realizzata da Telecom Italia ed ospitata presso uno dei Data Center del gruppo all’interno della quale vengono registrati automaticamente gli acquisti di titoli di ingresso effettuati dai titolari della Tessera del Tifoso, in modalità on line o attraverso la biglietteria. Il servizio realizzato da Telecom Italia consente a Lega Pro di accedere da remoto, attraverso il collegamento a banda larga con il Data Center del gruppo, alle applicazioni software per la gestione ed elaborazione dei dati relativi alla Tessera del Tifoso, senza dovere disporre al proprio interno di un’infrastruttura dedicata e di know-how specializzato”. Certo, capito. Però ancora nessuno ha risposto alla vera domanda, nemmeno il Garante della privacy: siamo proprio sicuri che la Tessera del Tifoso non sia un Grande Fratello? Diranno che la questione dipende dai protocolli usati per la crittografia dei dati, dai canali e dalla larghezza delle bande di frequenza utilizzate nei micro-chip. Nel 2006 Calciopoli montò dalla Procura di Napoli partendo dalla tracciabilità di comuni SIM card, insospettabili schede telefoniche di Moggi&Company. Dal prossimo 29 Agosto (inizio Serie A) qualcuno provi a spiegarlo a quel povero tifoso della Roma che (Magica in tasca) si vuol concedere una scappatella extraconiugale a Milano. Ma gli dica pure che per le indagini investigative dell'avvocato matrimonialista ci sarà un software che lo monitorerà negli spostamenti. Alla faccia del calcio (e della moglie!)

Maurizio Martucci

 

ARTICOLO TRATTO DAL QUOTIDIANO “RINASCITA” DEL 1/06/2010, PAG. 16

 
Nessuno la vuole, ma guai a chi lo dice! PDF Stampa E-mail
La nostra Voce - 2010 / 2011
Martedì 01 Giugno 2010 17:57

Finita ormai la stagione, entrano di scena le voci di calciomercato, prima dei mondiali e delle ferie per milioni di tifosi. Un periodo un po' morto, sportivamente parlando, periodo nel quale di solito vengono prese decisioni non proprio "popolari" per i tifosi come contratti televisivi (dunque anticipi/posticipi), nuove norme restrittive o magari diffide mirate (come Parma - Inter del 2008), o come la discussa Tessera del Tifoso. Sembra quasi si voglia aspettare questo periodo per far le cose di nascosto: più gente è in ferie, meno se ne parla, meno lamentele!
E così, anche noi a Parma, aspettiamo la presentazione della campagna abbonamenti 2010/2011, che conterrà, speriamo non "nascosta" ma ben illustrata, la "nostra" Tessera del Tifoso.
E mentre aspettiamo la mazzata, le mazzate (ovviamente involontarie) noi Boys ce le diamo al torneo, dove mettiamo in luce tutte le nostre doti mancanti, fra le quali dei fisici atletici. O come spettatori, dietro ai nostri stendardi, con una birra o un panino fin troppo farcito, fra cori personalizzati per giocatori improvvisati che sicuramente non cambieranno bandiera, e che non hanno fini secondi a quello di calciare una palla. E prima di questa manifestazione, arrivata ormai alla dodicesima edizione, c'è stata la nostra festa, una festa che ci è costata tempo e fatica, una festa che, seppur forse meno popolata delle scorse edizioni, è perfettamente riuscita.
Tutte iniziative, queste, che hanno come unico obiettivo lo stare insieme e il "fare gruppo", perché mai come in questo periodo bisogna rimanere uniti, mettere da parte inutili contrasti e divisioni, e remare tutti dalla stessa parte: dalla parte del tifo, della Nord che porta il nome del Bagna, dei Boys Parma, gli Ultras della nostra Città da 33 anni ad oggi!
I pericoli sono tanti, e mirano proprio a questo: farci cadere prima dell'ostacolo più grande, la Tessera.
In un certo senso la nostra contro-informazione (nostra intesa come mondo Ultras) ha avuto forse i suoi effetti visto che ora i dirigenti delle Società di calcio fanno a gara a sottolineare che la Tessera di turno non avrà le caratteristiche che tanto contestiamo. Staremo a vedere, anche se, nel frattempo, la nostra decisione l'abbiamo già presa: non chiederemo "permesso" a nessuno per entrare in un luogo (fin'ora) pubblico. Come non abbiamo mai denunciato il nostro amato striscione.
E a chi dice e sbandiera che "non cambierà nulla", che tanto siamo già tutti schedati (vero), che la Tessera non servirà a nessun business, allora chiediamo: perché la fanno? Se è inutile, semplice, che non la facciano. Ma ormai è chiaro, Maroni & co. si sono impuntati e non voglion certo fare la figura di chi fa dietro-front.
Intanto le voci contro si moltiplicano, anche se a parlar contro si rischia. Anche il nostro capitano Morrone, davanti alla domanda più "scomoda" del momento, in un giro acrobatico di parole ha detto che la Tessera non serve. Ovviamente l'ha presa alla larga, probabilmente per evitare un polverone alla De Rossi, colpevole di aver detto quello che pensa, cosa in Italia spesso proibita. Zamparini ci è andato giù ancora più pesante (gli chiuderanno lo stadio o "pagherà" sul campo il Palermo?), addirittura ha espresso perplessità anche l'attuale presidente dell'Uefa, Platini, dicendo che "l'Uefa non fa schedature". Non è certo una persona da esaltare chi esultò davanti a 36 morti all'Heysel, ma comunque dall'alto della sua posizione le parole cadono come macigni sull'Italia.
Italia bocciata ancora, con nostra grande gioia, come candidata agli Europei, dopo il 2012, il 2016. Eravamo già pronti a sentire attribuita la colpa della sconfitta agli Ultras, ma Platini ha anticipato tutti dicendo che non è colpa solo della violenza e che in Italia gli stadi si possono rifare anche senza Europei, o prima di candidarsi.
Bè, senza finanziamenti la vediamo dura, o senza una legge ad hoc con la quale si regalano le proprietà alle Società di calcio, libere di specularci sopra a piacimento. Guai a tirar fuori i propri soldi, meglio usare quelli pubblici.
Dopo queste "piccole" soddisfazioni non ci resta che aspettare il programma estivo del Parma. Ricordando a tutti che anche il ritiro e le amichevoli sono spesso bellissime esperienze in cui ci si diverte e si tifa liberamente, senza restrizioni, tessere o menate varie.
Venite in ferie con i Boys! Tutti al seguito del Parma Calcio!
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO!

 
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